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ORTE: La porta dell'Umbria, delle Marche e dell'Alto Lazio

 

Rievocazione storica della Cittą di Bomarzo

La Corsa del Palio è stata ripristinata da poco ma da antiche fonti sappiamo che questo si correva già nel 1600. Anzi, a quell'epoca i palii erano due, uno il 24 e l'altro il 25 di Aprile, giorni in cui si festeggia il Santo Patrono di Bomarzo, il Vescovo Anselmo, che visse nei secoli bui delle invasioni gotiche e che, con il suo intervento, più volte salvò la "sua" popolazione. Dagli antichi libri sappiamo che i palii venivano pagati in baiocchi e altre monete del tempo e che c'era un incaricato per organizzare questo avvenimento. Durante il trascorrere dei secoli, puntualmente, venivano corsi i palii, fino a che si ridussero a semplice corse di cavalli.Ma l'amore per le tradizioni e per queste nobili bestie che, sempre, furono vivi nell'animo dei bomarzesi ha fatto si che il 25 Aprile si rinnovasse la disputa che prevede, per il vincitore, un premio in denaro e per il rione l'assegnazione dello stendardo detto appunto "Palio", dipinto ogni anno da un valente artista e che verrà poi, gelosamente custodito nella Chiesa del rione: S. Anselmo per il Dentro, Misericordia per il Borgo, Madonna delle Grazie per il Poggio, Cristo Risorto per le Croci, e Madonna del Piano per l'omonima contrada.

Il Pomeriggio del 25 Aprile si apre con una sfilata in costume cinquecentesco uscente dal Castello Orsini. Lungo il percorso la sfilata, che rievoca i personaggi del romanzo "Bomarzo" dello scrittore Manuel Muica Lainez si arricchisce di nuovi figuranti: ragazzi e ragazze in costume del luogo portanti il famoso "Biscotto di S. Anselmo" che, a fette, viene distribuito ai presenti, gli sbandieratori, i Priori dei Rioni con i loro stendardi, i fantini a cavallo, il Capitano del Popolo, figuranti del corteo delle città provenienti da zone limitrofe ed infine il trionfale carroccio trainato da una coppia di candidi buoi e portante il nuovo "Palio".

La preparazione del Palio, durata circa un intero anno, si consuma brevemente, le trombe squillano, i figuranti del rione vincitore abbandonano i loro posti, il pubblico va in delirio, il fantino vincitore viene portato in trionfo, il cavallo è accarezzato, baciato, quasi idolatrato, si ride, si piange, è la "Vittoria"!

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